Attraverso una narrazione fluviale e travolgente, il libro segue la vita di Max Hansen, regista teatrale immigrato negli Stati Uniti dalla Norvegia quando era poco più che un ragazzino. Sullo sfondo dell’America degli anni Novanta, mentre il matrimonio dei genitori va a rotoli, Max trova punti di riferimento nell’amico Mordecai, nell’affascinante Mischa (una ragazza canadese più grande che ricorda l’attrice Shelley Duvall) e nello zio Ove, un ex musicista reduce dal Vietnam, affrontando così una febbrile ricerca di identità. Tra arte, nostalgia e politica, il libro esplora con straordinaria intensità il significato profondo di cercare una casa e l’atto ostinato di continuare a vivere e amare.















