Speciale Estate e Canavese
Scopri con noi la stagione del caldo e del relax
Il life hack della spiaggia che nessuno usa (e funziona davvero)
C’è un problema che chi va in spiaggia conosce benissimo e nessuno ha mai risolto davvero: dove metti il telefono, le chiavi e il portafoglio mentre fai il bagno? La borsa resta incustodita, chiedere al vicino di ombrellone è imbarazzante, e lasciare tutto sulla sabbia è un rischio concreto. La soluzione è sorprendentemente semplice e costa zero: porta con te una vecchia bottiglia di crema solare vuota, pulita, con il tappo. Telefono arrotolato in una busta, infilato dentro, tappo chiuso. Nessuno la tocca, nessuno la nota, sta in piena vista. Funziona perché sfrutta il principio della mimetizzazione sociale, gli oggetti che sembrano comuni vengono ignorati. Lo stesso principio vale per le chiavi dell’auto: avvolte in un asciugamano arrotolato e messo sotto la sdraio, sono invisibili. Un altro trucco poco noto: per togliere la sabbia da indumenti o giocattoli dei bambini, basta un secchiello bucato usato come passino, gli oggetti dentro vengono agitati e la sabbia cade.
Ferragosto: 2.000 anni di storia che nessuno racconta a tavola
Il 15 agosto ci mettiamo in macchina, andiamo al mare, mangiamo il pollo con i peperoni e diciamo “buon Ferragosto”. Ma pochissimi sanno che questa festa ha oltre duemila anni, e che la dobbiamo direttamente a un imperatore romano. Il nome deriva dal latino feriae Augusti, il riposo di Augusto, in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome anche il mese di agosto.
Le Ferie di Agosto vennero istituite nel 18 a.C. con l’obiettivo di celebrare la fine dei lavori agricoli più pesanti, nel periodo di pausa tra il raccolto e la vendemmia imminente. Durante quelle giornate, anche gli animali da lavoro si fermavano: muli e buoi venivano agghindati con fiori ed essenze profumate ed esposti nelle piazze pubbliche, come forma di rispetto e ringraziamento per il lavoro svolto. La festa si spostò al 15 agosto solo nel VII secolo, quando la Chiesa cattolica decise di farla coincidere con la festa dell’Assunzione di Maria. Il Ferragosto come lo intendiamo noi si festeggia solo in Italia, a San Marino e nella Svizzera italiana. Ogni volta che diciamo “buon Ferragosto”, stiamo usando le stesse parole che si dicevano nell’antica Roma. Non male per una tradizione che sembra così ordinaria.
Zanzare: quello che la scienza sa e che nessuno ti ha mai detto
Ogni estate torna il dibattito sui rimedi anti-zanzara: citronella, gerani sul balcone, braccialetti, ultrasuoni. La scienza ha già risposto su quasi tutto, ma le risposte non piacciono a nessuno perché smontano i rimedi che usiamo da anni. Partiamo dalla citronella: ricerche scientifiche hanno dimostrato che le zanzare sopravvivono anche in ambienti saturi di citronella, funziona solo ad alte concentrazioni, ben superiori a quelle delle candele commerciali, e perde efficacia con il vento con un raggio d’azione di circa cinquanta centimetri. Gli ultrasuoni? Nessuno studio controllato ha dimostrato che riducano le punture. Ma la cosa più sorprendente riguarda chi viene punto di più. Le zanzare sono attratte dalla CO₂ che espiriamo, ma quando si avvicinano è l’odore corporeo individuale a fare la differenza. Uno dei fattori discriminanti è il gruppo sanguigno: le zanzare considerano il tipo 0 più “gustoso” di qualsiasi altro. Anche il consumo di alcol, soprattutto la birra, altera il sudore e aumenta l’attrattiva per questi insetti. E i colori dei vestiti? Le zanzare prediligono nell’ordine il nero, il rosso, il grigio e il blu. Richiamano meno la loro attenzione il kaki, il verde e il giallo.
Dante lo citò, i Savoia lo volevano, i francesi lo presero. Storia di un territorio che non si è mai arreso
Il Canavese compare nel settimo canto del Purgatorio di Dante. Non è un dettaglio da poco: significa che nel 1300 questo territorio era abbastanza noto e rilevante da meritare un posto nella letteratura italiana più importante di sempre. La sua storia è quella di una terra contesa per secoli, dai conti locali ai Savoia, dai francesi agli spagnoli, fino a Napoleone, eppure mai del tutto assorbita da nessuno. Il nome stesso viene da Canava, un centro oggi scomparso lungo il fiume Orco, che intorno all’anno 1000 apparteneva a Guiberto, fratello del re Arduino d’Ivrea, il primo Re d’Italia coronato a Pavia nel 1002. Arduino è il personaggio attorno a cui ruota l’identità storica del Canavese: ribelle, fiero, mai completamente domato dai poteri esterni. Una figura che i canavesani ricordano ancora oggi con una devozione che dice molto sul carattere di questo posto.
Erbaluce – tre vini dallo stesso grappolo!
Tra le colline di Caluso, a pochi chilometri da Ivrea, cresce un vitigno che non esiste da nessun’altra parte del mondo: l’Erbaluce. La sua caratteristica più straordinaria è una rarità assoluta nel panorama enologico italiano, è l’unico vitigno bianco in Italia capace di dare tre vini completamente diversi dallo stesso grappolo: un bianco secco fresco e minerale, uno spumante metodo classico, e un passito capace di invecchiare oltre vent’anni. Tre identità, una sola vigna. Le sue origini si perdono nella leggenda: si racconta che il nome derivi da Albaluce, una ninfa figlia del Sole e dell’Alba, le cui lacrime, versate per la distruzione del lago che nutriva la valle, penetrarono nel terreno e diedero vita ai primi tralci. La realtà storica non è meno affascinante: nel 1967 fu il primo bianco piemontese a ottenere la DOC. Nel 2010 arrivò la DOCG. Oggi le sue vigne si coltivano ancora con il metodo tradizionale della pergola canavesana, a mano, come sempre.













